martedì 18 giugno 2013

Apericena su note orientali

Niente di meglio di uno spettacolo di danza orientale per dare il benvenuto a questa calda estate! 
Apericena con danza del ventre, con Alessandra Manaar e il suo gruppo "Le rose di Manaar" - Catia, Eleonora, Guia, Irene, Marta - che si esibiranno per voi con veli, candele e... altro ancora!

Non perdete quindi l'appuntamento con le rose di Manaar domenica 23 giugno presso il pub Heineken Greenstage, precisamente in via del ponte nuovo 84, Montelupo Fiorentino, Empoli (zona Fibbiana) dalle ore 20:00.

Vi aspettiamo!




giovedì 23 maggio 2013

Danza e parto: un aiuto naturale

Come negare che la danza del ventre sia un valido supporto per affrontare la gravidanza e prepararsi serenamente al travaglio? I benefici psico-fisici che apporta questo tipo di danza sono molteplici e la sua pratica si sta diffondendo ampiamente tra le donne, in tutte le fasce d'età. Inolre, non viene assolutamente esclusa la pratica anche alle donne in dolce attesa, per l'aiuto considerevole che ne possono trarre.

A tal proposito la ASL di Firenze organizza un interessante convegno dedicato a tutte la future mamme per il 23, 24 e 25 maggio. Gli incontri si alterneranno tra Palazzo Vecchio, nel salone del Cinquecento, all'auditorium di S. Apollonia in via S. Gallo, nei quali medici e ostetriche cureranno argomenti relativi alla gravidanza in relazione a medicine alternative, omeopatia e parto in acqua.

La nostra splendida disciplina invece è lasciata all'intervento della maestra Maria Strova, che spiegherà come respirazione e movimenti dolci del bacino, propri della danza del ventre, aiutino i muscoli pelvici a prepararsi armoniosamente al parto.

Per maggiori informazioni sull'evento, date un'occhiata al sito della ASL fiorentina che sigla l'evento l'altro parto: dall'acqua alle medicine complementari.

martedì 14 maggio 2013

Tempo di saggi, danze ed esibizioni

Come tutti gli anni, alla fine degli intensi corsi di danza, si giunge all'immancabile appuntamento con saggi e performance danzanti mie e delle mie bellyssime ragazze, quindi prendete nota!

Partiamo subito con la partecipazione delle Rose di Manaar alla rassegna del "Sulle ali dell'arte" al teatro Odeon di Ponsacco, provincia pisana, di domenica 19 maggio alle 16:30. Partecipazione vinta da me e il mio gruppo, insieme alla scuola di ballo "L'Art de la danse", alla IV rassegna di danza della città di Empoli .

Venerdì 31 maggio inoltre, le Rose di Manaar saranno lo special guest al teatro Ambra di Poggio a Caiano, Prato, per una serata tutta danzante curata dalla scuola di ballo "Step by step" a partire dalle 21:15.

Grande debutto per il mio gruppo principianti di Empoli, che sarebbe dovuto essere a Firenze giovedì 6 giugno al parco Villa Vogel, è stato spostato per motivi tecnici domenica 9 giugno al palazzetto dello sport di Montelupo alle ore 20:30. Saranno presenti anche le Rose di Manaar con le coreografie studiate durante il corso.

Il 14 giugno, venerdì, poi non potete assolutamente perdere il gruppo principianti di Prato nella zona S. Lucia, che si appresta a diventare un intermedio, con danze calde e velate nuove di zecca, alla serata danzante organizzata dalla scuola "Eta Beta danze" di Prato.

Inoltre, io e le mie Rose ci stiamo preparando per una bell'evento estivo tutto orientale organizzato nel centro della cittadina pratese... quando? Beh, per saperne di più, restate sintonizzati!

Le Rose di Manaar

giovedì 21 marzo 2013

Ostara, equinozio di primavera

Calore, fertilità, movimento, rinnovamento, rinascita.
Tutto questo è racchiuso nella simbologia del 21 marzo, l'equinozio di priamvera, che attraverso i secoli e per ogni antico popolo rappresenta il risveglio e la rivincita della vita dopo le lunghe e fredde notti invernali. Le antiche tradizioni ricollegano il primo giorno di primavera alle ascese delle diverse divinità dagli inferi, che altro non è che il trionfo della vita sulla morte, la speranza che non muore nella terra che rifiorisce.

Nella tradizione germanica pre-cristiana, l'equinozio di primavera corrispondeva alla festa di Ostara, divinità femminile della fertilità a cui venivano officiati riti devozionali che celebravano sia il ritorno della Dea dagli inferi che la fertilità ridestata, attraverso rituali di accoppiamenti sacralizzati. Durante la celebrazione dei riti veniva inoltre acceso un cero dalla sacerdotessa con lo scopo di richiamare all'inizio della vita, il calore nascente, la fertilità.

I simboli di Ostara inoltre erano la lepre e le uova: la dea infatti veniva raffigurata con una testa di lepre. Narra il mito che la lepre in precedenza altri non era che un uccellino ferito, trasformato in lepre dalla dea per superare l'inverno gelido. La mutazione tuttavia non fu totale, e la lepre continuava a produrre uova. Le uova invece rappresentano l'embrione cosmico della vita e della nascita. Simboli, come possiamo notare, furono in seguito assorbiti e fatti propri dal cristianesimo.

Nel ciclo della vita della morte, Ostara rappresenta la rinascita, “l'alba della terra” (equinozio in gallese, appunto), il ritorno della vita dopo la morte invernale. E' l'entusiasmo dell'inizio, il principio della ricerca, l'incipit della danza.

Come Ostara, altre tradizioni si trovano similmente a celebrare la rinascita dopo l'inverno: Ostara è Freya che torna sulla Terra per cercare Odino e sparge oro dalle sue lacrime, è Persefone che riemerge dall'oblìo dell'ade dopo sei lunghi mesi al pari di Adon, divinità assiro-babilonese, il quale dopo l'inverno si ricongiunge con la dea Ishtar.

La danza è sempre stata presente per sacralizzare la vita e ritualizzare i momenti di passaggio e di cambiamento. La vita è movimento, espansione, energia, e il movimento è danza. Meglio dei popoli antichi, chi poteva saperlo?

Felice Ostara, e danzate la primavera!



giovedì 7 marzo 2013

Festeggiamo l'8 marzo

Spogliarelli maschili? Cene rigorosamente tra donne? Perché invece non festeggiare una delle ricorrenze più controverse e discusse dei nostri tempi con una genuina serata in teatro? Una serata tutta al femminile, organizzata al Teatro del Popolo di Castelfiorentino, in cui verranno messe in scena tematiche ironiche e impegnate sul tema dei diritti della donna, sulla violenza, i silenzi, ma anche su quella forza e tenacia tutta rosa di cui solo le donne sono capaci.

Il tutto si esprimerà con performance teatrali, poetiche, canti e danze di vario genere, con un piccolo spazio dedicato alla danza orientale tenuto dalla sottoscritta, all'interno della rappresentazione teatrale. Una buona occasione per gustare quel sapore dolce e deciso del lato emotivo femminile, per riflettere e creare comunanza e per rendere omaggio ad una giornata che racchiude in sé un significato profondo, di un sacrificio che va ben oltre l'industria del consumismo e del divertimento.

Ricapitoliamo: Castelfiorntino, Teatro del Popolo, ore 21:00. In omaggio a tutte le Donne si festeggia con performance teatrali, canore, danzerecce, con l'angolo orientale curato dalla vostra Alessandra Manaar.

Alessandra Manaar al teatro del Popolo di Castelfiorentino, 2011

martedì 4 dicembre 2012

"Non ci vedo, quindi ballo"

Una persona spesso mi ripete che la vista è un senso sopravvalutato. Mai affermazione fu più corretta come in questo caso.

Si danza, nella vita, in una palestra, seguendo lezioni, nella propria camera allo specchio o per starda, con ipod e cuffiette, mentre la testa tiene il ritmo e il cuore batte il tempo. E chi l'ha detto che sia necessario "vedere" per aprirsi alla melodia, per lasciare andare le emozioni a ritmo di musica... o di darbuka?

In questo video-racconto Docusound: audioracconto della realtà | Non ci vedo, quindi ballo edito dalla Docsound, società torinese di produzione documentari, si scopre la danza del ventre inseganata a ragazze non vedenti. Una testimonianza inconfutabile di come la danza possa permeare la vita di ogni individuo, di entrarvi con le sue sfumature e manifestarsi, a prescindere dalla capicità di vedere con gli occhi.

Ci sono molti modi per vedere... e sentire.
La vista, infatti, è un senso sopravvalutato.



giovedì 15 novembre 2012

Meditare danzando

"Questa è una meditazione in cui devi essere sempre sveglio, consapevole, cosciente. Qualsiasi cosa tu faccia, resta un osservatore. Non perderti." (Osho Rajneesh)
Entrare in contatto con se stesse, con il proprio Sé profondo fino a sfiorare la natura più vera della nostra intimità, al pari di una pratica meditativa. Spesso la ricerca di quella zona tranquilla custodita nel profondo avviene più facilmente nel silenzio, assumendo pose statiche, ricorrendo ad un adeguato rilasamento psico-fisico: elementi che ritroviamo  pertinenti allo stato di meditazione. Tuttavia, possiamo addentrarci in noi stesse anche muovendoci, danzando, cadenzando battiti e melodie con il nostro corpo. Possiamo arrivare a toccare le corde del nostro Io attraverso i gesti, i passi, le giravolte e i cerchi, proprio come fosse una meditazione a tutti gli effetti. Anche a questo può condurci la danza, e nel nostro caso, la danza del ventre.

Il mistico indiano Osho Rajneesh
Il mistico indiano Osho affermava l'esistenza di modi diversi di entrare nello stato di meditazione. Uno di questi metodi veniva da lui chiamato "meditazione dinamica", una pratica meditativa che si esprime attraverso il movimento e la danza, al fine di ripristinare l'armonia e l'equilibrio interiori attraverso la stimolazione dei chakra. Tale pratica, diversa dai classici standard meditativi conosciuti, risulta infatti avere una forte efficacia liberatoria ed equilibrante sul piano emotivo ed emozionale di chi la pratica.

Anche la danza del ventre coinvolge i chakra, soprattutto i primi tre come abbiamo visto, li scuote, li fa vibrare e permette loro di riprendere il giusto movimento, in modo che irradino luce ed energia al nostro essere. Fin dall'antichità la danza orientale è stata il punto di contatto con la Divinità interiore, con un altro stato di coscenza, raggiunto tramite la musica e all'alternanrsi cadenzato delle sue figure simboliche in movimento, e ancora oggi la ritroviamo come espressione genuina delle nostre emozioni.

Anche la nostra danza, quindi, può essere una forma di meditazione, una diversa pratica di discesa, di raccoglimento dell'inconsio. Fate della vostra danza una meditazione personale. In questo modo danzare sarà qualcosa in più di un puro svago o gusto estetico. Riuscirà a trasportarvi in un quello stato interiore meditativo di cui non possiamo fare a meno, nel quale ricerchiamo risposte e sicurezze, ma anche gioia, serenità, equilibrio. E soprattutto, liberazione.
"Celebra con la danza, per esprimere la tua gratitudine verso il Tutto. Porta con te questa gioia per tutta la giornata."(Osho Rajneesh)